“…vediamo quello che ci aspettiamo di vedere…”

Dal Vangelo secondo Marco
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole.  Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. là lo vedrete, come vi ha detto”».

“…vediamo quello che ci aspettiamo di vedere…”

È un’affermazione tratta da un film molto particolare: “Interstate 60”. La scena si svolge in un ospedale. Un dottore sottopone un semplicissimo test al paziente per vedere se il cervello non ha subito danni.

Ecco il dialogo:

Neal“Cuori neri e picche rosse… andiamo mi hai imbrogliato!
Ray“Ah Ah! l’esperienza ti ha portato a pensare che tutti i cuori debbano essere rossi e tutte le picche debbano essere nere, le forme sono simili, quindi per la tua mente è facile recepirle in base alle esperienza passate, piuttosto aprirti all’idea che potrebbero essere diverse, vediamo quello che ci aspettiamo di vedere, non necessariamente che cosa c’è in realtà, non è un caso che i bambini che non hanno mai giocato a carte superino sempre il test… e allora ci chiediamo quante cose ci siano di fronte a noi, segni, suoni, profumi che non riusciamo a sentire solo perchè non ci siamo abituati, la buona notizia è che se ripeterai il test, lo supererai, una volta che sei consapevole che possono esistere cuori neri e picche rosse ti sarà facile saperli percepire…”.

Mi piace vedere la Pasqua così! Come l’inedito che cade su tutte le nostre aspettative, una novità che viene a rompere tutte le nostre prospettive. Una novità che apre i nostri occhi e ci fa vedere quello che non ci aspettiamo di vedere.

Quelle donne andando verso il sepolcro si aspettano di trovare una pietra da rotolare, un sepolcro chiuso, segno della fine di un sogno e di una speranza. Trovano qualcosa di più di una pietra rotolata: un vuoto.

È il primo segno di qualcosa di nuovo e ben più grande delle loro aspettative. Qualcosa di così sorprendente il cui eco è arrivato fino ad oggi. Trovano un “segno di vita” e un “indirizzo” nuovo dove andare a ritrovare la speranza e la fiducia.

Celebrare la Pasqua significa raccogliere l’annuncio di una nuova prospettiva e di una nuova strada che nessuna crisi, povertà, pandemia, dolore o lutto possono ostacolare: Gesù è risorto, la vita vince sempre.

Intorno a noi il Signore semina tracce di vita, sono proprio lì, forse dove noi vediamo solo buio e dolore, ma sono lì. Occorre uscire dalle nostre prospettive ristrette, affidarsi ad un Dio che ogni giorno vuole stupirci. È bello svegliarsi con questa consapevolezza: anche oggi Dio vuole meravigliarmi, anche oggi c’è una novità che mi attende, dietro a quel solito angolo di strada, a quel volto del collega che vedo ogni mattina,  quel bar dove faccio colazione, in quella ennesima riunione per preparare attività e uscite, in quel letto di ospedale, in quel dolore che sembra ormai assorbire ogni energie e ogni briciolo di speranza e di vita! Si, c’è una pietra che non sta più al suo posto… eppure doveva essere lì! Qualcuno si è preso la briga di spostarla… qualcuno che lascia sempre vita dove passa,  a cui piace “deludere” le nostre solite aspettative, e che lascia piccole tracce. Chi lo conosce bene sa come seguire quelle tracce per essere condotto al nuovo indirizzo della felicità.

BUONA PASQUA

Don Diego

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