Estate parati

La nostra estate al tempo del covid.

La nostra estate ai tempi del Covid19

Senza voler minimizzare le difficoltà di questo anno e l’impatto che la pandemia ha avuto su tutte le attività, comprese quelle dei nostri gruppi scout, vale comunque la pena ricordare che spesso… il problema non è il problema, ma come ci si pone davanti al problema.
E dunque in pieno stile scout sono molti quei gruppi della nostra zona che nonostante le difficoltà sono riusciti a trovare “strade alternative” per partire anche questa estate, ovviamente nel pieno rispetto delle regole atte a limitare la diffusione del virus.
Vogliamo perciò dare voce ai protagonisti di queste esperienze che testimoniano ancora una volta l’essenza del nostro motto “estote parati”

Prima di tutto le presentazioni:
Nome, gruppo e branca.

Ceccarelli Marco, Poggio Mirteto I, branca E/G”

Quale attività avete svolto quest’estate?

Quest’estate abbiamo fatto un campo di Reparto insieme al Clan che ha svolto un campo di servizio per 5 giorni e Route “a margherita” per gli altri 5.
Il campo si è svolto dal 1 al 10 Agosto in località Fonte Lallo, Cottanello (RI), con circa 40 ragazzi.

Com’è stata accolta la vostra scelta di partire dai ragazzi e dalle loro famiglie?

Abbiamo dato la notizia della partenza prima ai genitori, in una riunione di confronto, ed è stata accolta con grande gioia e sostegno. Successivamente con grande entusiasmo (quasi “nuovo”) dai ragazzi i quali non vedevano l’ora di partire.

“…con grande entusiasmo (quasi nuovo)”

Quali precauzioni avete preso per evitare contagi e diffusioni del virus?

Abbiamo seguito le indicazioni che venivano proposte sul sito Agesci, nello specifico misurazione della febbre tutti i giorni al mattino, igienizzazione frequente delle mani, mascherine durante la vita di Reparto, autocertificazione alla partenza.
Su indicazione dell’Asl, abbiamo fatto in modo che non ci fossero contatti con esterni cercando di evitare che si creasse un “via vai”.
Inoltre abbiamo allestito una tenda per l’isolamento per eventuali casi di manifestazione di sintomi. E infine, per chi al ritorno avesse voluto essere più sereno, c’era la possibilità di avere un tampone sierologico con risposta in giornata.

Qual è stata la maggiore difficoltà?

Chiaramente la maggiore difficoltà riscontrata è stata quella di far mantenere le distanze e indossare le mascherine.

Cosa invece pensi sia stato un punto di forza alla realizzazione del vostro progetto?

Un punto di forza nella realizzazione del campo è stata sicuramente l’unità di intenti e di sguardo della co.ca. che ha saputo leggere e rispondere alle esigenze dei ragazzi.
Ma anche la disponibilità, la fiducia e l’appoggio da parte dei genitori.

Qual è stata la maggior soddisfazione ad esperienza conclusa?

Come sempre, la più grande soddisfazione è stata nelle parole dei ragazzi e dei genitori felici di un’esperienza che in quel momento sembrava impossibile tornare a vivere.

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