Progetto di Zona

Il presente documento è rivolto innanzitutto alle comunità capi e ai capi scout di Milano. Ha un orizzonte temporale pluriennale (4 anni) tuttavia è pensato per essere verificato e modificato ogni anno, seguendo quello che in concreto saremo stati in grado di fare e per accogliere l’eventuale mutare delle esigenze.

Obiettivi 2016–2020

Gli ambiti in cui il progetto è suddiviso, rispecchiano le prerogative previsto dallo Statuto dell’Agesci mentre nelle scelte di fondo ci si è attenuti al Patto associativo, i cui contenuti costituiscono il riferimento dei capi dell’Associazione quali «fondamento del nostro servizio educativo e stimolo per il cammino di formazione personale».

Formazione capi


  • Obiettivo 1. Formare capi che sappiano valorizzare le diversità di ognuno, la qualità e la gratuità del tempo, la progressione personale dei ragazzi dando senso anche a esperienze di insuccesso
    Questo obiettivo riguarda principalmente la crescita dei ragazzi. Desideriamo che nel percorso di crescita di ognuno emergano le peculiarità del singolo ed esse diventino punti di forza, accrescendo l’autostima. È importante ragionare sulle modalità di verifica, perché essa non sia orientata solo al risultato ma anche alla correzione fraterna e all’analisi dell’insuccesso come opportunità di crescita. Il fenomeno è rilevato anche sui capi stessi, cui vale la pena prestare supporto.

    Noi capi, come i nostri ragazzi, ci accorgiamo della necessità di imparare a vivere il nostro tempo con equilibrio, facendo le nostre scelte con serenità e migliorando l’organizzazione di vita che ne consegue. In quest’ottica diventa essenziale riuscire a focalizzare le proposte ed offrire un tempo di qualità.

    In ambito di Zona si può lavorare sulla consapevolezza dell’importanza della formazione, interpretata non tanto in termini occasionali ma come percorso a lungo termine, capace di approfondire la proposta scout nella sua globalità e non solo come una serie di strumenti pedagogici.
    Risulta necessario, inoltre, un supporto ai capi per la crescita spirituale, valorizzando e potenziando figure dedicate a questo fine (Assistenti ecclesiastici o altro).


    • Strumenti »
      – Proposte per i capi con percorsi pluriennali di formazione, sia di branca che interbranca, che realizzino le seguenti azioni:
      a) fornire occasioni di lettura degli strumenti metodologici che valorizzino il ruolo dei ragazzi nell’essere gli attori principali della propria crescita, con particolare attenzione alle progressioni personali — si vuole proporre un’esperienza scout meno condizionata dal contesto attuale orientato a valorizzare solo il risultato: questo comporterà una riflessione sullo strumento verifica;
      b) aiutare i capi a riscoprire l’intenzionalità educativa nella progettazione e nello svolgimento di ogni attività proposta ai ragazzi.

      – Come strumento per valorizzare la qualità del tempo proponiamo iniziative di formazione e non che risultino non episodiche e più esperienziali:
      a) uscita di inizio anno del Consiglio di Zona e delle Branche per proporre momenti di formazione e di confronto con tempi distesi e qualificati;
      b) uscita di tre giorni come cammino dello spirito per offrire la possibilità ai capi di vivere un campo scout dedicato alla crescita spirituale.


  • Obiettivo 2. Lavorare sull’identità del capo come educatore.
    È emersa l’importanza della dimensione vocazionale del nostro essere capo: essa è caratterizzata dalla consapevolezza di aver fatto una scelta, dalla volontà di testimoniare e dalla capacità di avere uno stile nelle relazioni educative. Si rileva l’importanza di rispettare i tempi di formazione dei capi tirocinanti e la gradualità della maturazione nel servizio

    I temi etici ci interpellano come capi e come associazione; si segnala con forza l’importanza di migliorare nel discernimento personale e nell’assunzione positiva delle nostre responsabilità educative, personali e comunitarie.


    • Strumenti »

      – Offrire percorsi tematici interbranca sui seguenti temi: discernimento e vocazione, le relazioni affettive, la consapevolezza del ruolo educativo del capo e in ambito di sicurezza e salute dei ragazzi a noi affidati.
      – Istituire la pattuglia «Spiritualità e scautismo» composta da assistenti ecclesiastici (AE) e capi, in supporto alla crescita dei capi e delle comunità capi, mettendo a disposizione proposte e occasioni di formazione ed esperienza di fede, supporto nel ricercare un AE, facendo rete tra gli assistenti dei vari Gruppi.

  • Obiettivo 3. Supporto ai capigruppo
    Sono emerse difficoltà, soprattutto nei capi più giovani, nell’affrontare l’incarico di capogruppo, ruolo per il quale le capacità gestionali e relazionali risultano anteporsi alle competenze e alle esperienze di vita.

    • Strumenti »
      Istituire un percorso di formazione dedicato ai capigruppo.

Coordinamento e rappresentanza


  • Obiettivo 4. Radicarsi nel territorio sviluppando reti tra i gruppi e le realtà della città di Milano, per coglierne i bisogni, valorizzare le risorse esistenti e rispondere insieme.
    Riscontriamo l’importanza delle occasioni di scambio e di supporto tra i gruppi e le realtà del territorio. Viene richiesta una particolare attenzione al servizio associativo ed extrassociativo dei R/S e al coordinamento e alla gestione comune degli ingressi dei nuovi scout.
    Il nostro lavoro educativo non deve concentrarsi solamente sull’esperienza di vita all’aperto, fuori dalla città, ma necessita di valorizzare le sollecitazioni che derivano dal nostro territorio.

    • Strumenti »
      – Curare una buona comunicazione in Zona e tra i Gruppi avvalendosi di una pattuglia dedicata (Comunicazione).
      – Riconsiderare le prassi sulla gestione degli ingressi.
      – Promuovere la conoscenze delle realtà del territorio.
      – Rendersi disponibili e aperti a progettare servizi e interventi in collaborazione con altre realtà sociali anche attraverso una pattuglia dedicata (Rete sociale).

  • Obiettivo 5. Sviluppare l’appartenenza ecclesiale e associativa.
    Ci rendiamo conto dell’importanza di favorire la consapevolezza dell’appartenenza alla Chiesa e all’Associazione non solo dal punto di vista formale, ma anche di condivisione, partecipazione, democrazia.

    • Strumenti »
      – Promozione alla partecipazione e al servizio in occasioni di eventi e proposte diocesane.
      – Pattuglia “Scautismo e spiritualità” con partecipazione dei delegati al Consiglio Pastorale Diocesano, al Consiglio per l’Ecumenismo e alla Consulta per le associazioni e i movimenti.
      – Formazione alla conoscenza delle figure istituzionali e del funzionamento della struttura associativa dell’Agesci.

Mantenimento e sviluppo


  • Obiettivo 6. Sviluppare una cultura dell’accoglienza verso famiglie e ragazzi ai margini
    Vorremmo indirizzare la nostra proposta anche a famiglie comunemente tenute ai margini dall’offerta educativa esistente in città. L’accoglienza, proiettata verso l’inclusione, arricchisce chi è accolto tanto quanto chi accoglie. Tale attenzione però, non si coltiva con operazioni saltuarie ma con un progressivo accompagnamento dei soggetti coinvolti.

    • Strumenti »
      – Mettere a disposizione dei Gruppi competenze che facilitino gli inserimenti di ragazzi in situazioni educative complesse.
      – Segnalare alla Zona le situazioni a margini sia a livello dei singoli che a livello di territorio.


  • Obiettivo 7. Costruire il piano mantenimento e sviluppo della Zona Milano.
    È prevista la redazione di un piano di mantenimento e sviluppo dei Gruppi appartenenti alla Zona Milano. Per attuare questo compito, vogliamo individuare dei criteri condivisi sul futuro della presenza degli scout cattolici a Milano.

    • Strumenti »
      – Identificare modalità con cui vengono accolti i ragazzi e i capi fuori sede.
      – Segnalare alla Zona difficoltà o richieste del territorio in merito alla gestione o all’apertura dei Gruppi.
      – Definire il mandato della pattuglia «Mantenimento e sviluppo».


Il cammino verso il Progetto di Zona#sullaStrada del Convegno »

Lo spunto ideale che ci ha indicato su cosa lo scautismo milanese dovesse incamminarsi viene dal discorso di papa Francesco rivolto agli scout nell’udienza ad essi concessa all’Agesci in piazza San Pietro il 13 giugno 2016: il pontefice ci ha offerto alcune indicazioni precise su come essere fedeli alla nostra vocazione educativa stando dentro alla vita della Chiesa ed esse sono state messe al centro del nostro futuro agire, in particolare l’indicazione di essere attenti ai poveri e agli ultimi come elemento costitutivo dell’identità umana e cristiana.

L’avvio del percorso verso il progetto è avvenuto nell’assemblea di novembre 2015, con il gesto simbolico e allo stesso tempo reale e concreto della raccolta dei progetti educativi dei Gruppi di Milano, da cui il progetto di Zona nasce e a cui, infine, ritorna. L’Assistente generale dell’Agesci, padre Davide Brasca, ci ha dato in quell’occasione ulteriori argomenti per orientarci all’interno dell’associazione e della Chiesa.
Nel mese di gennaio 2016, con l’incontro a Palazzo Marino tra il Consiglio di Zona, il vicario episcopale per la città di Milano mons. Carlo Faccendini e l’allora sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ci è stata data l’occasione per raccogliere le prime suggestioni su cosa la città, nella visione del sindaco e del vicario, chiedesse a una realtà educativa come gli scout.
Nelle settimane successive gli incontri interbranca ci hanno aiutato a focalizzare alcune delle questioni urgenti che emergono dai capi e dai nostri scout.
Il Consiglio di Zona ha poi riflettuto sul proprio ruolo e sui nodi della vita di Zona, identificando alcune priorità: tra tutte, che la Zona sia vicina alle comunità capi e ai singoli capi con proposte ed esperienze formative forti, vere, che servano per la vita e per il servizio.
I capi della Zona Milano sono poi stati coinvolti tramite un questionario rivolto a ciascuno di essi, con l’obiettivo di cogliere quali fossero le loro priorità, le loro aspettative, i dubbi e le richieste di supporto.
Il materiale raccolto è stato poi portato alle comunità capi che, riunite a tre alla volta, si sono confrontate, hanno condiviso giudizi di valore e fatto emergere le prime indicazioni sintetiche e i primi spunti operativi.
Infine il Convegno capi di Zona, radunato a Colico (LC), ha identificato le priorità e votato le linee d’indirizzo del progetto.

La redazione finale, passata attraverso una condivisione delle sintesi delle attività effettuate con il Consiglio in occasione dell’incontro di settembre e dell’uscita di ottobre 2016, ha consegnato al Comitato gli elementi conclusivi per il documento finale che è volutamente breve e di lettura immediata, per essere usato da tutte le strutture della Zona e per essere portato a conoscenza degli altri livelli associativi, delle Zona limitrife, delle altre associazioni e di chiunque altro ne abbia interesse.